Siamo lieti di annunciare che i risultati e gli aspetti tecnici del progetto BeSENSHome saranno presentati durante l’International Workshop “Architecture & Autism: Shared Spaces and Sensory Escapes”, che si terrà il 28 novembre 2025 presso l’Università degli Studi di Trieste. Alla conferenza porteremo la presentazione dal titolo “BeSENSHome in Action: AI and smart technologies for inclusive and sensitive environments”, focalizzata sul lato software, sull’interfaccia utente e sul lavoro di co-design con i caregiver che sta guidando l’implementazione dei tre progetti pilota.
Il workshop internazionale “Architecture & Autism: Shared Spaces and Sensory Escapes” ha anche ricevuto il patrocinio ufficiale dell’Ordine degli Psicologi della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Ordine degli Architetti, Urbanisti, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trieste.Questo riconoscimento rappresenta un importante riconoscimento del contributo del workshop alla promozione di un’architettura inclusiva e alla creazione di ambienti che favoriscano il benessere sensoriale e la neurodiversità.
BeSENSHome in azione: IA e tecnologie intelligenti per ambienti inclusivi
BeSENSHome nasce da una collaborazione strutturata tra università, centri di ricerca e partner tecnologici con un obiettivo molto concreto: trasformare la sensoristica e l’intelligenza artificiale in strumenti realmente utilizzabili nei contesti di cura ed educazione. Non si tratta di teoria: abbiamo progettato un’architettura software e un’interfaccia che rispondono a vincoli operativi chiari di privacy e usabilità, e che traducono questi vincoli in scelte ingegneristiche e di design immediatamente utili per gli operatori sul campo. Parliamo di edge-computing per mantenere la privacy, un modello dati ibrido che combina flussi temporali ad alta risoluzione con metadati di sessione e annotazioni concise dei caregiver e un’interfaccia utente costruita con metodi partecipativi per facilitare l’adozione quotidiana da parte degli operatori. Alla conferenza mostreremo come queste scelte si traducono in funzionalità concrete: gestione semplice delle sessioni, strumenti di annotazione a basso carico cognitivo, suggerimenti operativi accompagnati da spiegazioni sintetiche e meccanismi di fallback deterministici per la sicurezza operativa.
Il nostro intervento metterà in luce tre punti chiave. Primo, il design dell’interfaccia come strumento operativo, e non solo come display, che media tra raccolta dati, giudizio umano e inferenze automatiche. Porteremo esempi del mockup validato in laboratorio e dei flussi che i caregiver utilizzano per segnalare criticità, confermare suggerimenti del sistema e arricchire i dati di training. La gestione delle sessioni è stata progettata per ridurre al minimo gli step manuali: dove è presente un unico utente la UI applica valori di default contestuali, mentre in presenza di più soggetti la selezione rimane veloce e guidata. Gli strumenti di annotazione non chiedono “tutto” ma chiedono il giusto: una scala di gravità sintetica, possibilità di selezionare più cause predefinite (con opzione “non so”), e un campo note che può essere compilato in seguito entro una finestra temporale definita; ogni annotazione è strettamente legata alla finestra di telemetria corrispondente, così da mantenere la tracciabilità e massimizzare il valore delle label per l’addestramento.
Secondo: la strategia dati e l’approccio “edge-first” che limita l’esposizione di segnali sensibili e garantisce continuità operativa anche in condizioni di connettività degradata. Sicurezza e responsabilità operative sono state considerate fin dalle prime release: accanto ai modelli adattativi abbiamo mantenuto un livello di automazione deterministico che funge da meccanismo di fallback. Nel linguaggio pratico, significa che se un sensore supera una soglia critica preconfigurata il sistema invia immediatamente una notifica comprensibile e riproducibile, indipendentemente dallo stato del modello AI. Questo comportamento garantisce risposte prevedibili e verificabili, requisito essenziale in ambienti di cura. Allo stesso tempo, la personalizzazione non è “black box”: le parametrizzazioni per stanza e per profilo vengono affinate per iterazioni successive e ogni modifica è registrata con la sua storia, in modo che gli amministratori possano tornare indietro o valutare l’efficacia dei cambiamenti.
Come terzo punto affronteremo il percorso di spiegabilità e convalida umana che sta alla base dell’AI di BeSENSHome: ogni suggerimento automatico dato dall’AI è accompagnato da un indice di gravità, raccomandazioni pratiche di azioni per aiutare il careiver ad abbassare i livelli di stress della persona che sta seguendo, e una traccia esplicativa dei valori dei sensori ambientali che hanno generato l’allerta, in modo che l’équipe possa valutare, accettare o correggere la proposta mantenendo il totale controllo.
Presenteremo lo stato delle installazioni pilota con dati concreti sulle attività in corso: la collaborazione con Fondazione ProgettoAutismo FVG ci permette di testare l’integrazione nel contesto di un centro diurno, concentrandoci su eventi collettivi e transizioni fra attività; TimeAUT ci offre il banco di prova su percorsi di autonomia e micro-contesti domestici o lavorativi, utili per calibrare soglie personalizzate; una scuola elementare in Carinzia consentirà di validare l’applicazione in contesti educativi con routine strutturate e picchi acustici specifici. Condivideremo anche i criteri di valutazione che stiamo adottando, non come concetti astratti ma come metriche operazionali: precisione e richiamo delle rilevazioni misurati su dataset annotati, obiettivi di latenza per le notifiche (progetti pilota con target di risposta entro pochi secondi per eventi critici), indicatori di affidabilità infrastrutturale (uptime dei nodi edge, tassi di perdita dati) e, lato umano, scale di comfort e accettabilità validate con questionari pre/post e con interviste strutturate rivolte a operatori e famiglie. Il nostro scopo non è solo dimostrare che la tecnologia “funziona” in laboratorio, ma che è utile, accettata e sostenibile nel tempo.
Durante la sessione mostreremo anche elementi pratici: schermate dell’applicazione mobile e desktop, esempi di timeline degli eventi e casi d’uso che illustrano come una raccomandazione del sistema si traduce in intervento operativo. Spiegheremo il processo di co-progettazione che ha coinvolto terapeuti, insegnanti e caregiver; un passaggio fondamentale per trasformare requisiti teorici in azioni concrete, semplici da adottare e sensibili alle esigenze individuali.
Vi invitiamo a partecipare al workshop per discutere con noi i risultati preliminari e le sfide aperte che riteniamo oggi più rilevanti: come implementare modelli personalizzati mantenendo la privacy e il controllo locale; come definire strategie di manutenzione e aggiornamento delle reti di sensori in contesti multisito senza moltiplicare la complessità gestionale; quali approcci organizzativi favoriscono l’adozione di queste tecnologie. Per chiunque desideri uno scambio operativo o voglia vedere una demo dal vivo, è possibile contattarci all’evento o tramite i nostri canali ufficiali: saremo felici di organizzare un confronto diretto.
Porteremo con noi l’approccio che guida Eureka System: tecnologie applicate con rigore tecnico ma sempre orientate alle persone, perché l’obiettivo è migliorare la qualità degli spazi per chi li abita.
Vi aspettiamo il 28 novembre 2025 all’Università di Trieste per condividere metodi, risultati e prospettive concrete. Qui il link di registrazione all’evento: https://besenshome.units.it/internationalworkshop/















